IWC-pink-gold-Grand-Complication-Large

 

Siamo entrati in una fase in cui,grazie ad alcune nozioni che avete acquisto strada facendo,potete iniziare ad apprezzare la bellezza di una complicazione,cioè dell’insieme delle funzioni di cui dispone un segnatempo…

Oggi passiamo da casa IWC (International Watch Company) e di un modello molto importante per la sua storia.

Partiamo dal presupposto che,IWC non ha fatto solo e soltanto il Portoghese…


Nell’anniversario del suo 125° anno di attività,IWC crea un pezzo che soltanto 125 persone al mondo avranno il privilegio di possedere : il Destriero di Scafusia (Schaffhausen è la sede storica della IWC.

Viene prodotto nel 1993 . Viene presentato come il “cavallo di battaglia” dell’azienda orologiera e,in un certo senso,lo è visto che sono occorsi ben 125 anni per realizzarlo…

Parliamo di qualche numero : 21 complicazioni dell’orologio,750 parti meccaniche che costituiscono il suo “cuore pulsante”,76 rubini (quando un Rolex Submariner ne ha 31…). E’ in grado di indicare l’anno in corso .
Purtroppo,però,nel 2199 l’orologio dovrà andare dall’orologiaio per sostituire,gratuitamente,il disco degli anni (che comunque è già dentro l’orologio…) .

E’ un tourbillon (spieghiamo,una buona volta,cosa significa tourbillon : si tratta di una gabbia rotante che si trova,in questo caso,all’interno dell’orologio che migliora la precisione dell’orologio in quanto consente al bilanciere (altra parte fondamentale…) di sottrarsi alla forza della gravitazione terrestre . )

Il costo dell’orologio nel 1993 era di 500 milioni di vecchie lire . Attualmente,lo si trova intorno ai 200 mila euro,usato,ovviamente….

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Patek-Philippe-Sky-Moon-Tourbillon1
In un’epoca in cui crediamo che un Rolex  sia il “punto di arrivo” dell’orologeria,oggi vi presento un esempio che “stravolge”,forse,le vostre prospettive.
Parliamo,oggi,di altissima orologeria che abbraccia il prestigio di un marchio ai piu’ noto dell’orologeria svizzera : Patek Philippe & Co.
Ebbene,il modello di cui ho piacere di scrivere oggi è lo “Sky Moon ” . Si tratta di un colosso,sia nelle dimensioni (quasi 43 mm. per 16 di spessore…) che nel prezzo (oltre il milione di euro,posto che qualcuno abbia la possibilità di reperirlo ; data l’estrema complessità legata alla sua creazione,se ne producono solo due pezzi l’anno.)

Innanzitutto,specifichiamo : non si tratta di due orologi,perlomeno non fisicamente . L’orologio è solo uno con una “doppia faccia”,come si vede in foto .
Viene prodotto in due versioni : oro giallo o platino . La differenza di prezzo,tra i due,è circa 50.000 euro, un’inezia,considerando il prezzo di partenza.

Si tratta dell’orologio con il maggior numero di complicazioni prodotto da Patek. Il movimento,a carica manuale,include un tourbillon . Spieghiamo,una buona volta,cos’è questo tourbillon ; si tratta di una “gabbia” all’interno della quale si trova il bilanciere dell’orologio,scappamento e spirale . Circa 69 pezzi racchiusi per un peso di 0,3 grammi.

Parliamo delle funzioni? In realtà,credo non basterebbe una monografia . Ma noi puntiamo alle cose essenziali : l’orologio suona le ore,i quarti ed i minuti trascorsi dall’ultimo quarto. Chiaramente,ogni suono è diverso dall’altro . Per questo,la Patek ha ricercato in svizzera acciaio di diverso tipo per realizzare questi speciali martelli in grado di suonare,emettendo tutti suoni diversi.

L’orologio consta di 686 parti che lo compongo,TUTTE lavorate a mano da esperti maestri ginevrini.
Inutile parlare della precisione di quest’orologio : perde mezz’ora ogni secolo.

Il secondo lato,quello in blu,per capirci,segna i tempi per la lunazione,cioè il tempo trascorso tra due pleniluni.

Come ricordato sopra,quest’orologio meriterebbe una monografia ma non è ne nelle mie competenze,ahimè.

Per chi dovesse pensare al fatto che in effetti,misurare una lunazione appaia faccenda piuttosto inutile,ricordo a tutti che l’orologio piu’ preciso del mondo è quello del televideo e che,chiaramente,nell’ambito del “superfluo”,quest’orologio merita una corona come davvero pochi…

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Dal 7 all’8 novembre mi trovate al Pop Up Market, a villa Pacini, a Catania.

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La moda del tempo. Direi la moda del tempo perso! Forse la frenesia di una vita cittadina al giorno d’oggi ci impedisce di tenere d’occhio l’orologio. Quante volte vi sarà capitato di pensare quanto il tempo sia passato veloce, privo di ogni vostro controllo. La moda del tempo (perso) è davvero all’ordine del giorno. Lo diamo per scontato e pensiamo davvero di disporre di un’immensa dispensa di secondi sempre a nostra disposizione. Eppure c’è chi col tempo ci lavora davvero. Come si fa a lavorare con gli ingranaggi del tempo? Dario Giorgianni ci ha dato la risposta.

Presentati: chi sei e di cosa di occupi di preciso.

Io mi chiamo Dario Giorgianni e ho studiato fino al 2011 giurisprudenza a Catania. Ma ho perso alla fine ogni stimolo nello studio e ho deciso di trasformare una passione, quella per gli orologi, in un mestiere. Ora mi occupo della vendita di ricambi per orologi d’epoca.

Dici di aver perso stimolo: come è successo? Inoltre, non è certo da tutti lasciare gli studi per diventare orologiaio. Hai incontrato qualcuno che ti abbia biasimato per questo?

Ho perso gli stimoli nello studio soprattutto stando a contatto con la realtà della mia città. Chi si laureava in giurisprudenza si riduceva a fare il segretario di un avvocato, se andava bene: almeno tale mansione è retribuita rispetto al tirocinio. Alla fine ho trovato un lavoro in cui sono titolare, operaio, presidente e pure venditore. Insomma: si è rivoltato tutto al contrario. Sono ora i professionisti a venire a chiedermi qualcosa che possa loro servire come il cinturino di un orologio oppure anche solo delle lancette!

In merito alla seconda questione, il dissenso è giunto in primo luogo dalla mia famiglia. Però a lungo andare si capisce che tale scelta è stata coraggiosa e ha dato bellissime soddisfazioni professionali. Inoltre ho conosciuto persone addirittura da tutto il mondo! Ho perciò preferito questa scelta a degli studi che, nella maggior parte dei casi, non mi avrebbero garantito un futuro migliore.

Come è nata questa passione? Mi viene da pensare che forse tuo padre, o addirittura tuo nonno, fossero nel settore.

E’nata spontaneamente senza avere nessun parente nel settore.

E’ una passione nata recentemente o ce l’avevi sin da quando eri bambino?

Intorno ai 12 anni ed è nata semplicemente guardando un orologio. E’ stato qualcosa di inconscio e automatico.

Questo particolare settore rende anche in un mondo in cui tutti girano con smartphone e orologi digitali?

Penso che in un mondo in cui tutti girano con orologi pressoché uguali e si vestano in maniera uguale, l’oggetto d’epoca, se fabbricato bene, con acciai resistenti oppure con metalli pregiati, per esempio oro od argento, dà ancora la sensazione di originalità e differenza. L’oggetto “bello” si nota e si apprezza sempre.

Ci sono particolari orologi che preferisco i clienti?

I clienti amano le varie categorie di orologi, sia da polso che da tasca, ma anche da tavolo, senza distinzioni. I clienti più tradizionalisti cercano sempre le marche svizzere storiche come Omega, Longines, Universal Geneve e Zenith, ma in realtà c’è un vero e proprio mondo legato anche alla “fascia di giocattoli” che i collezionisti acquistano. Perciò, oltre ai classici e sempiterni Rolex, sono richiesti Patek Philippe, Vacheron Constantin, Breguet, Glashutte, Blancpain. A tutto ciò si aggiungono anche le “avanguardie“, ovvero veri e propri capolavori di ingegneria a portata di polso che vengono presentati ogni anno alla fiera di Basilea,in Svizzera.

Quali sono gli orologi più rari e costosi?

Esistono orologi da milioni euro e orologi da pochi euro. Ve ne è una gamma assai vasta e non è affatto semplice elencare tutti i modelli. Fra quelli più rari e costosi mi viene in mente un Patek Philippe da tasca che è stato venduto nel Novembre del 2014 per 21 milioni di dollari, costruito dalla Patek su ordinazione agli inizi del ‘900 , oppure il famoso Rolex Daytona c.d. “Albino”, appartenuto al famoso chitarrista Eric Clapton per ben due volte!

Fabbrichi anche orologi? Che impresa c’è dietro a questo lavoro?

Io non fabbrico. Il negozio è un’attività di fornitura vera e propria che si occupa di ricambi sia di orologi al quarzo, quindi a batteria, sia di ricambi per orologi meccanici. Non lavoro con privati, ma con altri orologiai, nel senso che l’orologiaio, per certi versi, acquista da un altro orologiaio senza avvalersi di un privato.

Hai mai avuto strane richieste da parte dei clienti? Qual è la più starna che ti sia mai capitata?

Sicuramente le richieste più bizzarre sono le personalizzazioni che desiderano farsi fare i clienti, per esempio il quadrante con la foto dei cari oppure con le iniziali oppure dei brillanti sull’orologio. Altri chiedono di cambiare il colore dei cinturini, farli su misura o in pelli particolari.

…E i famosi orologi a cucù trovano ancora spazio?

Confesso che gli orologi a cucù si collezionano ancora: se ne trovano in giro diversi. Sono veramente belli da vedere: è un vero tocco di classe che in Italia si vede ormai poco.

Per tirare le fila del discorso, rammento ora l’intervista al compagno di scuola di Obama, orologiaio anche lui che, è proprio il caso di dirlo, ha dichiarato che, di fronte al successo dell’ex compagno presidente, “tutti abbiamo un talento, piccolo o grande, e l’unica cosa che conta è accorgersi di possederlo. Il suo destino era diventare presidente, il mio diventare orologiaio. E ce l’abbiamo fatta tutti e due”.

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Se si potesse scrivere un romanzo giallo su un orologio,questo splendido ed UNICO esemplare di Breguet,ne sarebbe certamente il protagonista unico.

Iniziamo parlando del fatto che la maison Breguet nasce in Francia nella fase della Rivoluzione Francese . Si tratta di una scuola di “maestri” che ha lasciato in maniera indelebile il proprio marchio nel mondo dell’orologeria .

Parliamo dell’orologio,nel dettaglio : fu commissionato da un ammiratore segreto della regina Maria Antonietta. Il misterioso committente chiese che Monsieur Breguet creasse un orologio unico,pieno di complicazioni,in grado di stupire gli occhi della regina amante del lusso e della bella vita.

Considerate che, Breguet era già fornitore ufficiale di orologi per conto della corona di Francia…

Purtroppo la storia volle che la regina non potè godersi questo pezzo unico per due motivazioni : la prima fu che venne decapitata senza tante chiacchere,e la seconda,invece, è che l’orologio fu ultimato solo 34 anni dopo essere stato commissionato.

La storia non finisce qui, anzi, nel 1983, il Museo di Gerusalemme che custodiva gelosamente questo pezzo unico venne depredato e l’orologio scomparve nel nulla.

Torna alla luce soltanto nel 2007 e viene acquistato,per una cifra ancora oggi sconosciuta da Mr. Hayek, Presidente di Swatch Group (il marchio che possiede,tra i tanti,anche Breguet,oltre che Omega, Hamilton, Rado, Tag Heuer, Longines e molti altri).

L’orologio consta di ben 823 componenti ed è interamente in oro rosa . La scatola in cui è contenuto,anch’essa unica,è realizzata con il legno dell’albero sotto cui,la regina Maria Antonietta,era solita rilassarsi…

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